La nostra Storia-Cooperativa Donne & Lavoro ONLUS

Statuto e Disciplinare


STATUTO

DONNE E LAVORO COOPERATIVA SOCIALE ONLUS

 

TITOLO I: COSTITUZIONE - DENOMINAZIONE – DISCIPLINA – SEDI – DURATA

Art. 1
(Costituzione, denominazione, disciplina, sedi)
È costituita la Società Cooperativa denominata " Donne e Lavoro Cooperativa Sociale – Onlus”.
Alla Cooperativa, per quanto non previsto dal Titolo VI del Libro V del Codice Civile, relativo alla disciplina delle società cooperative, e dalle leggi speciali sulla cooperazione, si applicano, a norma dell’art. 2519 del Codice Civile e in quanto compatibili, le norme sulla società a responsabilità limitata.
Il superamento di entrambi i limiti – relativi al numero di soci cooperatori e all’attivo dello stato patrimoniale - stabiliti dallo stesso articolo, determina l'obbligo per gli Amministratori di convocare, senza indugio, l'Assemblea per le necessarie modificazioni dello Statuto. In mancanza, trovano comunque applicazione le norme sulla società per azioni, in sostituzione di quelle delle società a responsabilità limitata, non più compatibili con il nuovo regime.
La Cooperativa ha sede nel Comune di Lucca all'indirizzo risultante dalla apposita iscrizione eseguita presso il Registro delle Imprese.
La Cooperativa, con deliberazione del Consiglio di Amministrazione, potrà istituire sedi secondarie, succursali, agenzie e rappresentanze, sia in Italia che all'estero, nei modi e
termini di legge.

Art. 2
(Durata)
La Cooperativa ha durata fino al 2050 e potrà essere prorogata con deliberazione dell’Assemblea straordinaria, salvo il diritto di recesso per i soci dissenzienti.



TITOLO II: SCOPO MUTUALISTICO – OGGETTO SOCIALE

Art. 3
(Scopo mutualistico)
La Cooperativa è retta e disciplinata secondo il principio della mutualità senza fini di lucro.
Lo scopo della Cooperativa è il perseguimento dell’interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini, attraverso lo svolgimento delle attività indicate nel successivo art. 4, in conformità a quanto disposto dall'art. 1), lettere b) e a), della Legge n. 381 del 08/11/1991 unitamente a quanto indicato nella Circolare del Ministero del Lavoro n. 116/92. La Cooperativa si ispira ai principi che sono alla base del movimento cooperativo mondiale e della rete di cooperazione sociale italiana CGM.
La Cooperativa, per poter curare nel miglior modo gli interessi dei soci e della comunità, coopera attivamente, in tutti i modi possibili, con altre società cooperative, con enti pubblici ed organismi del terzo settore, su scala locale, nazionale ed internazionale.
La Cooperativa intende realizzare i propri scopi sociali mediante il coinvolgimento delle risorse della comunità e, in special modo, dei volontari, dei fruitori dei servizi e degli organismi con finalità di solidarietà sociale, attuando in questo modo – grazie anche all’apporto dei soci lavoratori – l’autogestione responsabile dell’impresa.
Nello svolgimento della propria attività, la Cooperativa impiega principalmente soci lavoratori retribuiti, dando occupazione lavorativa ai soci alle migliori condizioni economiche, sociali e professionali. A tal fine la Cooperativa, in relazione alle concrete esigenze gestionali, instaura con i soci lavoratori – oltre al rapporto associativo – un rapporto di lavoro, in forma subordinata, autonoma o in qualsiasi altra forma, ivi compreso il rapporto di collaborazione non occasionale. I criteri e le regole inerenti la disciplina dei rapporti mutualistici tra la Cooperativa ed i soci, sono stabiliti da apposito regolamento interno predisposto, nel rispetto del principio di parità di trattamento di cui all'art. 2516 del Codice Civile, dal Consiglio di Amministrazione ed approvato dall'Assemblea ordinaria con le maggioranze previste per l'Assemblea straordinaria.
La cooperativa, rispettando le prescrizioni di cui alla legge 381/91 e secondo quanto previsto dall'art. 111 septies att. C.C., si propone la qualificazione di cooperativa a mutualità prevalente ai sensi e per gli effetti dell'art. 2512 C.C.. Sussistendo i detti requisiti, la società dovrà indicare negli atti e nella corrispondenza il numero di iscrizione presso l'albo delle cooperative a mutualità prevalente.
La Cooperativa può operare anche con terzi non soci.

Art. 4
(Oggetto sociale)
Considerata l'attività mutualistica della Cooperativa, così come definita all'articolo precedente, nonché i requisiti e gli interessi dei soci come più oltre determinati, la Cooperativa intende gestire – stabilmente o temporaneamente, in proprio o per conto terzi - le seguenti attività, nel rigoroso rispetto dei principi sopra esposti e nell’osservanza della citata Legge 8 novembre 1991 n° 381, finalizzate all'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati [art. 1), lettera b) della L. 381/91] come anche l'eventuale svolgimento di attività di servizi diversi dai precedenti quali quelli socio-sanitari ed educativi [art. 1), lettera a) della L. 381/91]. Più precisamente, le attività di servizi di cui alla lett. a), art. 1), della L. 381/91 potranno essere poste in essere allo scopo di integrare funzionalmente ed in maniera coordinata i servizi finalizzati all'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati di cui alla lett. b), art. 1), della L.381/91 e ciò al fine di un migliore perseguimento di questi ultimi (che rimangono di interesse preminente) e purché il sistema contabile-amministrativo della cooperativa permetta la netta distinzione dei due diversi tipi di quanto precisato nel proseguo di tale articolo.
Quindi, con riferimento ai servizi di cui alla lett. b):
avendo la cooperativa tra i suoi scopi la tutela del lavoro, l’assistenza e la promozione di attività imprenditoriali e la tutela della disabilità,

  1. Progettazione, organizzazione e svolgimento dei servizi al lavoro quale orientamento, servizi di incontro fra domanda e offerta di lavoro, monitoraggio dei flussi del mercato del lavoro, sostegno alla mobilità geografica dei lavoratori, con particolare attenzione alle attività di intermediazione, ricerca e selezione del personale e supporto alla ricollocazione professionale rivolte alla prevenzione del rischio di esclusione sociale e alla riduzione della disoccupazione, inoccupazione e inattività della popolazione in età lavorativa;

  2. Servizi di politica attiva del lavoro quali: progettazione e gestione di attività formazione professionale e culturale, utilizzando finanziamenti pubblici e privati, anche finalizzati alla prevenzione degli stati di disagio e di devianza - progettazione e gestione di tirocini formativi e di orientamento, ai sensi della L. 196/97 e s.m.i., sia sul territorio nazionale che extranazionale;

  3. Progettazione e gestione di attività volte all'integrazione di soggetti migranti, richiedenti asilo e rifugiati, oltre a quelle specificate al punto 1 e 2, quali attività di sostegno all'orientamento ai servizi presenti sul territorio e alla risoluzione di problemi riguardanti i documenti di soggiorno;

  4. Gestione spazi per la cura di animali, dei servizi accessori, di ricovero e cimiteriali, anche a fini terapeutici;

  5. Recupero e promozione di attività tradizionali di carattere artigianale, anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche;

  6. Raccolta, selezione, riciclo e commercializzazione, anche tramite proprie strutture di vendita, di materiale di ogni tipo;

  7. Attività di manutenzione di verde pubblico e privato e attività agricole legate alla raccolta e alla coltivazione;

  8. Sviluppo di attività produttive e di servizio finalizzate all’educazione ed al turismo ambientale e alla valorizzazione del territorio e dell’ambiente;

  9. Servizi Turistici: organizzazione e gestione di strutture ricettive, percorsi guidati, accoglienza e informazione;

  10. Servizio di consulenza aziendale e gestione diretta per: creazione di siti internet, data entry, archiviazione ottica, digitalizzazione, programmazione e magazzino e stoccaggio

  11. Servizi di Ristorazione: preparazione e somministrazione di alimenti e bevande, anche attraverso la gestione di mense;

  12. Attività di vendita al dettaglio e all’ingrosso;

  13. Organizzazione e gestione in conto proprio e per conto terzi, con l’utilizzo di strutture proprie, private e pubbliche di centri polivalenti per l’esercizio di attività culturali, sportive, ricreative, in particolar modo con la realizzazione e promozione di concerti, stagioni musicali, festival, incontri musicali, seminari, attività didattiche, ricerche musicali, nonché ogni iniziativa nel settore delle pubbliche rappresentazioni dello spettacolo, inclusi concorsi musicali, canori, di poesia, di letteratura e di teatro;

  14. Attività di pulizia e di custodia di edifici pubblici e privati, compresa la possibilità di fornire servizi di amministrazione condominiale;

  15. Ricerche e rilevazioni statistiche;

  16. Attività culturali, attività di documentazione e ricerca, compresa la gestione di servizi bibliotecari e museali.

Altresì, con riferimento ai servizi di cui alla lett. a), art.1), della L.381/9, e nei limiti ed alle condizioni indicate nel primo comma del presente articolo, per il perseguimento degli scopi sociali la cooperativa potrà svolgere attività che siano funzionali all'erogazione dei servizi finalizzati all'inserimento lavorativo di persone socialmente svantaggiate di qui sopra, tassativamente, nessuno escluso.
Quindi, con riferimento ai servizi di cui alla lett. a), art.1), della L.381/91, la cooperativa potrà effettuare lo svolgimento delle seguenti attività di:
orientamento psicopedagogico; promozione di attività di carattere educativo, formativo e culturale, di sostegno alla famiglia, alla scuola ed a tutti gli altri Enti che svolgono attività finalizzata alla cura dello sviluppo della persona; attività finalizzate allo sviluppo armonico dell'individuo, e ciò anche nei casi in cui risulti particolarmente necessario svolgere funzioni di aiuto alla famiglia e di integrazione alla sua funzione educativa, volti a rimuovere stati di disagio, di emarginazione, di difficoltà di integrazione sociale; attività di prevenzione laddove siano individuati fattori che creino rischi di emarginazione e disadattamento dell’individuo; realizzazione e/o gestione: case albergo, case protette, centri diurni, gruppi appartamento, soggiorni climatici, marini rurali, montani e termali, per giovani/adulti; sevizi ed interventi complessi volti allo sviluppo della cooperazione internazionale; servizi ed interventi a favore dei PVS (paesi in via di sviluppo).
 Per il raggiungimento dell’oggetto sociale la Cooperativa potrà compiere tutti gli atti e negozi giuridici necessari o utili alla realizzazione degli scopi sociali, ivi compresa la costituzione di un Fondo per lo sviluppo tecnologico o per la ristrutturazione o per il potenziamento aziendale, nonché adottare procedure di programmazione pluriennale finalizzate allo sviluppo o all'ammodernamento aziendale, ai sensi della L. 59/92.
Potrà, altresì, emettere obbligazioni ed altri strumenti finanziari ed assumere partecipazioni in altre imprese a scopo di stabile investimento e non di collocamento sul mercato.
La Cooperativa può ricevere prestiti da soci, finalizzati al raggiungimento dell'oggetto sociale, secondo i criteri ed i limiti fissati dalla Legge e da appositi regolamenti.
La Cooperativa può aderire ad un gruppo cooperativo paritetico, ai sensi dell'articolo 2545-septies del Codice Civile.


 

 


TITOLO III - SOCI COOPERATORI

Art. 5
(Soci cooperatori ordinari)
Il numero dei soci cooperatori è illimitato e variabile ma non può essere inferiore al minimo stabilito dalla Legge. Se, successivamente alla costituzione, il numero dei soci cooperatori  diviene inferiore a quello stabilito dalla Legge, esso deve essere integrato nel termine massimo di 1 (un) anno, trascorso il quale la Cooperativa si scioglie e deve essere posta in liquidazione.
I soci cooperatori, in conformità alla L. 142/01:

concorrono alla gestione della Cooperativa partecipando alla formazione degli organi sociali e alla definizione della struttura di direzione e conduzione dell’impresa sociale;

partecipano alla elaborazione di programmi di sviluppo e alle decisioni concernenti le scelte strategiche, nonché alla realizzazione dei processi gestionali dell’impresa sociale;

contribuiscono alla formazione del capitale sociale e partecipano al rischio di impresa, ai risultati economici ed alle decisioni sulla loro destinazione;

mettono a disposizione le proprie capacità professionali anche in relazione al tipo e allo stato dell’attività svolta, nonché alla quantità delle prestazioni di lavoro disponibili per la Cooperativa stessa.

Possono essere soci cooperatori le persone fisiche appartenenti alle seguenti categorie:

soci lavoratori: coloro che possiedono i necessari requisiti tecnico-professionali e che svolgono la loro attività lavorativa retribuita per il raggiungimento degli scopi sociali, mettendo a disposizione le proprie capacità professionali, in rapporto allo stato di attività ed al volume di lavoro disponibile;

persone svantaggiate, di cui al co.1, art. 4, L. 381/91, che devono costituire almeno il 30% di tutti i lavoratori della Cooperativa, compatibilmente con il loro stato soggettivo;

soci volontari: coloro che prestano la loro attività gratuitamente, esclusivamente per fini di solidarietà, con le modalità ed i limiti di cui alla L. 381/91. Ai soci volontari può essere corrisposto soltanto il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate; le prestazioni di questi ultimi, in caso di contratti stipulati con amministrazioni pubbliche, possono essere utilizzate in misura complementare e non sostitutiva rispetto ai parametri di impiego di operatori professionali;

soci fruitori: coloro che usufruiscono direttamente o indirettamente dei servizi della Cooperativa.

Ciascun socio cooperatore persona fisica ha un solo voto, qualunque sia il valore della quota. Non possono far parte della cooperativa coloro che esercitano o hanno interesse in imprese e/o professioni identiche od affini e in concorrenza con essa, salvo assenso formalizzato per iscritto dall'organo amministrativo (art 2527 C.C.). Altresì non possono far parte della cooperativa coloro che per fondati e gravi motivi, anche di ordine morale o patrimoniale, possano nuocere all'immagine ed al decoro della società e della compagine societaria tutta e ciò purché compatibilmente con l'eventuale finalità di inserimento lavorativo di persone svantaggiate da valutarsi, caso per caso, a cura dell'organo amministrativo.
Possono essere soci cooperatori anche le persone giuridiche (pubbliche o private) e le associazioni di cui al Libro I del Codice Civile non dotate di personalità giuridica, nei cui statuti sia previsto il finanziamento e lo sviluppo dell’attività della cooperazione sociale. L’ammissione di soci persone giuridiche è, tuttavia, subordinata al raggiungimento del limite minimo di soci di cui al co. 1, art. 2522, Codice Civile.
Ai soci cooperatori persone giuridiche è possibile attribuire più voti, ma non oltre cinque, in relazione all'ammontare della quota oppure al numero dei loro membri, in conformità con i criteri stabiliti da un apposito regolamento.
Ogni socio è iscritto in una apposita sezione del libro soci in base all’appartenenza a ciascuna delle categorie sopraindicate.
In nessun caso possono essere soci cooperatori coloro che esercitano in proprio imprese identiche o affini o partecipano a società che, per l’attività svolta, si trovino in effettiva concorrenza con la Cooperativa, secondo la valutazione del Consiglio di Amministrazione.
Fermo restando il principio della prevalenza secondo quanto indicato nell’art 3, in aggiunta all'apporto lavorativo dei soci, la cooperativa potrà avvalersi dell'opera di personale esterno con cui potrà instaurarsi un rapporto di lavoro dipendente, professionale, di collaborazione in genere o quant'altro lecitamente previsto.
In ogni caso, l'organo amministrativo può consentire il distacco temporaneo di soci lavoratori presso società controllate e/o collegate.

Art. 6
(Categoria speciale di soci cooperatori)
Il Consiglio di Amministrazione può deliberare, ai sensi del co. 3, art. 2527, Codice Civile, l'istituzione di una categoria speciale di soci in ragione: a) dell'interesse alla loro formazione professionale e b) al loro inserimento nell'impresa.
Nel caso di cui alla lettera a), il Consiglio di Amministrazione può ammettere a questa categoria speciale, coloro che debbano completare o integrare la loro formazione professionale in ragione del perseguimento degli scopi sociali ed economici, in coerenza con le strategie di medio e lungo periodo della Cooperativa.
Nel caso di cui alla lettera b), il Consiglio di Amministrazione può ammettere alla categoria speciale di soci coloro che sono in grado di concorrere, ancorché parzialmente, al raggiungimento degli scopi sociali ed economici, in coerenza con le strategie di medio e lungo periodo della Cooperativa.
La delibera di ammissione del Consiglio di Amministrazione, in conformità con quanto previsto da apposito regolamento, stabilisce:

la durata del periodo di formazione o di inserimento del socio, comunque non superiore a 5 anni;

i criteri e le modalità attraverso i quali si articolano le fasi di formazione professionale o di inserimento;

il numero di quote che il socio deve sottoscrivere al momento dell'ammissione.

I soci appartenenti alla categoria speciale, pur non potendo essere eletti, per tutto il periodo di permanenza nella categoria, nel Consiglio di Amministrazione, sono ammessi a godere di tutti gli altri diritti riconosciuti ai soci ordinari e sono soggetti ai medesimi obblighi.
Oltre che nei casi previsti dalla Legge e dal presente Statuto, il socio appartenente alla categoria speciale può recedere in qualsiasi momento.
Costituiscono cause di esclusione del socio appartenente alla speciale categoria, oltre a quelle individuate dall'art. 14 del presente Statuto per i soci ordinari:

  1. nel caso di interesse alla formazione:

  2. inosservanza dei doveri inerenti la formazione;

  3. carente partecipazione alle assemblee ed ai momenti di partecipazione predisposti dalla Cooperativa.

  4. nel caso di interesse all'inserimento nell'impresa:

  5. inopportunità, sotto il profilo economico, organizzativo e finanziario del suo inserimento nell'impresa;

  6. inosservanza dei doveri di leale collaborazione con la compagine dei soci cooperatori;

  7. mancato adeguamento agli standard produttivi.

Verificatasi una causa di esclusione, il socio appartenente alla speciale categoria potrà essere escluso dal Consiglio di Amministrazione anche prima del termine fissato al momento della sua ammissione per il godimento dei diritti pari ai soci ordinari.
Qualora intenda essere ammesso a godere dei diritti che spettano ai soci cooperatori ordinari, il socio appartenente alla speciale categoria deve presentare, tre mesi prima della scadenza del predetto periodo, apposita domanda al Consiglio di Amministrazione che deve verificare la sussistenza dei requisiti di cui all'art. 5 del presente Statuto. La deliberazione di ammissione deve essere comunicata all'interessato e annotata a cura degli Amministratori nel libro dei soci. In caso di mancato accoglimento, il Consiglio di Amministrazione deve, entro 60 giorni dal ricevimento della domanda, notificare all'interessato la deliberazione di esclusione.
 


Art. 7
(Domanda di ammissione)
Chi intende essere ammesso come socio dovrà presentare al Consiglio di Amministrazione una domanda scritta che dovrà contenere, se trattasi di persona fisica:

  1. nome, cognome, residenza, data e luogo di nascita, codice fiscale;

  2. categoria dei soci a cui chiede di essere iscritto;

  3. per il socio prestatore: requisiti tecnico professionali posseduti e attività di lavoro che intende svolgere nella Cooperativa;

  4. indicazione dell’effettiva attività svolta, della condizione professionale, delle specifiche competenze possedute;

  5. ammontare del capitale che propone di sottoscrivere, il quale non dovrà comunque essere inferiore, né superiore, al limite minimo e massimo fissato dalla Legge;

  6. dichiarazione di conoscere ed accettare integralmente il presente Statuto e di attenersi alle deliberazioni legalmente adottate dagli organi sociali;

  7. espressa e separata dichiarazione di accettazione della clausola arbitrale contenuta nel presente Statuto.

Se trattasi di società, associazioni od enti, oltre a quanto previsto nei precedenti punti b), d), e), f) e g) relativi alle persone fisiche, la domanda di ammissione dovrà altresì contenere:

  1. ragione sociale o denominazione, forma giuridica e sede legale, partita IVA o codice fiscale;

  2. organo sociale che ha autorizzato la domanda e la relativa deliberazione;

  3. qualità della persona che sottoscrive la domanda.

Il Consiglio di Amministrazione potrà richiedere all'aspirante socio altri documenti ad integrazione di quelli sopra elencati al fine di meglio identificare i requisiti previsti dal precedente art. 5.
Il Consiglio di Amministrazione, accertata l'esistenza dei requisiti di cui al precedente art. 5, delibera sulla domanda secondo criteri non discriminatori, coerenti con lo scopo mutualistico e l'attività economica svolta.
Per tutti i rapporti con la Cooperativa, il domicilio dei soci è quello risultante dal libro soci. La variazione del domicilio del socio ha effetto dopo trenta giorni dalla ricezione della relativa comunicazione da effettuarsi con lettera raccomandata alla Cooperativa.
La deliberazione di ammissione deve essere comunicata all'interessato e annotata, a cura degli Amministratori, sul libro soci.
Il nuovo socio deve versare, con le modalità stabilite dagli Amministratori, oltre l’importo della quota, il sovrapprezzo eventualmente determinato dall’Assemblea in sede di approvazione del bilancio su proposta degli Amministratori.
Il Consiglio di Amministrazione deve, entro 60 giorni, motivare la deliberazione di rigetto della domanda di ammissione e comunicarla agli interessati.
Qualora la domanda di ammissione non sia accolta dal Consiglio di Amministrazione, chi l'ha proposta può, entro il termine di decadenza di sessanta giorni dalla comunicazione del diniego, chiedere che sull’istanza si pronunci l'Assemblea, la quale delibera sulle domande non accolte, se non appositamente convocata, in occasione della successiva convocazione, il tutto secondo quanto disciplinato dall'art. 2528 C.C. al quale si fa espresso rinvio per quanto non diversamente specificato.
Gli Amministratori, nella relazione al bilancio di esercizio, o nella nota integrativa allo stesso, illustrano le ragioni delle determinazioni assunte con riguardo all'ammissione di nuovi soci.

 

Art. 8

(Conferimenti e quote dei soci cooperatori)
Possono essere conferiti dai soci cooperatori alla Cooperativa tutti gli elementi dell’attivo suscettibili di valutazione economica, compresi la prestazione d’opera o di servizi a favore della Cooperativa stessa.
Il conferimento può anche avvenire mediante la prestazione di una polizza di assicurazione o di una fideiussione bancaria con cui vengono garantiti, per l’intero valore ad essi assegnato, gli obblighi assunti dal socio aventi per oggetto la prestazione d’opera o di servizi a favore della Cooperativa. In tal caso, la polizza o la fideiussione possono essere sostituite dal socio con il versamento a titolo di cauzione del corrispondente importo in danaro presso la Cooperativa.
Per i conferimenti di beni in natura o di crediti, si applica quanto disposto dal co. 4, art. 2464, Codice Civile.
I conferimenti sono rappresentati da quote del valore nominale di 90 (novanta) Euro.
I soci cooperatori devono acquisire un minimo di 2 quote.

 

Art. 9

(Vincoli sulle quote e loro alienazione)
Le quote dei soci cooperatori non possono essere sottoposte a pegno o a vincoli volontari, né essere cedute con effetto verso la Cooperativa senza l'autorizzazione degli Amministratori.
Il socio che intende trasferire, anche in parte, le proprie quote, deve darne comunicazione al Consiglio di Amministrazione con lettera raccomandata, fornendo, con riferimento all'acquirente, le indicazioni previste nel precedente art. 7. Salvo espressa autorizzazione del Consiglio di Amministrazione, la cessione può essere effettuata esclusivamente per l'intera quota detenuta dal socio.
Il provvedimento che concede o nega l'autorizzazione deve essere comunicato al socio entro 60 (sessanta) giorni dal ricevimento della richiesta. Decorso tale termine, il socio è libero di trasferire la propria partecipazione e la Cooperativa deve iscrivere nel libro soci l'acquirente che abbia i requisiti previsti per divenire socio.
Il provvedimento che nega al socio l’autorizzazione deve essere motivato. Contro il diniego, il socio, entro 60 (sessanta) giorni dal ricevimento della comunicazione può proporre opposizione al Tribunale.

Art. l0
(Obblighi del socio)
Fermi restando gli altri obblighi nascenti dalla Legge e dal presente Statuto, i soci sono obbligati:
al versamento, con le modalità e nei termini fissati dal Consiglio di Amministrazione:

del capitale sottoscritto;

del sovrapprezzo eventualmente determinato dall'Assemblea in sede di approvazione del bilancio su proposta degli Amministratori.

all'osservanza del presente Statuto, dei regolamenti interni e delle deliberazioni adottate dalle decisioni dei soci e/o dagli organi sociali.

Art. 11
(Diritti dei soci)
Hanno diritto al voto in Assemblea, coloro che risultano iscritti nel libro soci da almeno 90 (novanta) giorni e che non siano in mora nei versamenti delle quote sottoscritte.
I soci non Amministratori hanno diritto di avere dagli Amministratori notizie sullo svolgimento degli affari sociali e di consultare, anche tramite professionisti di loro fiducia, i libri sociali e i documenti relativi all'amministrazione.
Ciascun socio potrà promuovere, qualora ne ricorrano gli estremi, una azione di responsabilità contro gli Amministratori.
I soci non Amministratori che intendono procedere alla consultazione dei libri sociali o dei documenti relativi all'amministrazione, devono farne richiesta scritta al Consiglio di Amministrazione, il quale determinerà la data d'inizio della consultazione entro 60 (sessanta) giorni dal ricevimento della richiesta, comunicandola tempestivamente al richiedente.
La richiesta può essere effettuata mediante raccomandata con ricevuta di ritorno ovvero tramite fax.
La consultazione può svolgersi durante l'orario di lavoro della Cooperativa, con modalità e durata tali da non arrecare pregiudizio all'ordinario svolgimento dell'attività.
Tali diritti non spettano ai soci in mora per la mancata esecuzione dei conferimenti o inadempienti rispetto alle obbligazioni contratte con la Cooperativa.

Art. 12
(Perdita della qualità di socio)
La qualità di socio si perde:
1. Per recesso, esclusione, fallimento o per causa di morte, se il socio è persona fisica;
2. Per recesso, esclusione, fallimento, scioglimento o liquidazione, se il socio è diverso da una persona fisica.

 

Art. 13

(Recesso)
Oltre che nei casi previsti dalla Legge, può recedere il socio:

  1. che abbia perduto i requisiti per l'ammissione;

  2. che non si trovi più in grado, per gravi e comprovati motivi di ordine familiare o personale, di partecipare al raggiungimento degli scopi sociali;

  3. il cui rapporto di lavoro - subordinato, autonomo o di altra natura - sia stato momentaneamente sospeso per cause attinenti alla quantità di lavoro disponibile per la Cooperativa stessa;

  4. che cessi in via definitiva il rapporto di lavoro con la Cooperativa ovvero l’attività di volontariato presso la stessa;

  5. che non abbia consentito al cambiamento dell’oggetto o del tipo di società, alla sua fusione o scissione, alla revoca dello stato di liquidazione, al trasferimento della sede, alla eliminazione di una o più cause di recesso previste dal presente Statuto.

La domanda di recesso deve essere spedita entro 15 (quindici) giorni dall'iscrizione nel Registro delle Imprese della delibera che lo legittima, con l'indicazione delle generalità del socio recedente e del domicilio per le comunicazioni inerenti al procedimento. Se il fatto che legittima il recesso è diverso da una deliberazione, esso è esercitato entro 30 (trenta) giorni dalla sua conoscenza da parte del socio.
Il recesso non può essere esercitato e, se già esercitato, è privo di efficacia, se, entro 90 (novanta) giorni, la Cooperativa revoca la delibera che lo legittima ovvero se è deliberato lo scioglimento della stessa Cooperativa.
Spetta al Consiglio di Amministrazione constatare, entro 60 (sessanta) giorni dalla comunicazione di recesso, se ricorrano i motivi che, a norma della Legge e del presente Statuto, legittimino il recesso.
Se non sussistono i presupposti del recesso, il Consiglio di Amministrazione deve darne immediata comunicazione al socio, che entro 60 (sessanta) giorni dal ricevimento della comunicazione, può proporre opposizione innanzi al Collegio Arbitrale.
Il recesso ha effetto, per quanto riguarda il rapporto sociale, dalla comunicazione del provvedimento di accoglimento della domanda.
Per i rapporti mutualistici tra socio cooperatore e Cooperativa, il recesso ha effetto con la chiusura dell'esercizio in corso, se comunicato 3 (tre) mesi prima e, in caso contrario, con la chiusura dell'esercizio successivo. Tuttavia, il Consiglio di Amministrazione potrà, su richiesta dell'interessato, far decorrere l'effetto del recesso dalla comunicazione del provvedimento di accoglimento della domanda.
Il recesso non può essere parziale.

Art. 14
(Esclusione)
L'esclusione può essere deliberata dall’Assemblea, oltre che nei casi previsti dalla Legge, nei confronti del socio che:
a) non sia più in grado di concorrere al raggiungimento degli scopi sociali, oppure che abbia perduto i requisiti richiesti per l'ammissione. Con riferimento alle diverse tipologie di soci, i requisiti connessi alla partecipazione dei soci alla compagine sociale sono i seguenti:

  • per i soci lavoratori: lo svolgimento di attività lavorativa a favore della Cooperativa;

  • per i soci volontari: la prestazione gratuita della propria opera a favore della Cooperativa;

  • per i soci fruitori: la fruizione, diretta o indiretta, dei servizi della Cooperativa.

b) non osservi il presente Statuto, i regolamenti sociali, le deliberazioni adottate dalle decisioni dei soci e/o dagli organi sociali, salva la facoltà del Consiglio di Amministrazione di accordare al socio un termine non superiore a 60 (sessanta) giorni per adeguarsi;
c) previa intimazione da parte del Consiglio di Amministrazione, con termine di almeno 30 (trenta) giorni, non adempia al versamento del valore delle quote sottoscritte o dei pagamenti di somme dovute alla Cooperativa a qualsiasi titolo;
d) svolga o tenti di svolgere attività in concorrenza con la Cooperativa, senza l'esplicita autorizzazione del Consiglio di Amministrazione;
e) nell'esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, subisca un provvedimento di licenziamento per motivi disciplinari, per giusta causa o giustificato motivo soggettivo;
f) sia in possesso dei requisiti per avere diritto ai trattamenti pensionistici previsti dalla Legge, ovvero si trovi in condizioni di sopravvenuta inabilità a partecipare ai lavori della Cooperativa. In tal caso, quando ricorrono particolari esigenze interne, il Consiglio di Amministrazione può derogare l'applicazione di detto punto, fissando il limite massimo della eccezionale prosecuzione del rapporto sociale;
g) incorra in una delle cause di interruzione del rapporto di lavoro previste nel regolamento interno ai sensi dell'art. 6, L. 142/01 od eventualmente previste dal CCNL di riferimento;
h) in qualunque modo, anche nell’esecuzione del rapporto di lavoro, causi significativi danni materiali o d’immagine della società, oppure sia causa di dissidi o disordini fra i soci tali da compromettere in modo rilevante il normale ed ordinato svolgimento delle attività sociali ovvero ponga in essere comportamenti tali da compromettere il vincolo fiduciario su cui si fonda il rapporto sociale che danneggi moralmente o materialmente la Cooperativa o fomenti dissidi o disordini fra i soci;
i) nell’esecuzione del rapporto di lavoro, ponga in essere comportamenti oppure commetta gravi mancanze e/o inadempimenti tali da determinare la risoluzione del rapporto di lavoro per motivi disciplinari ovvero per giusta causa o giustificato motivo;
l) per reiterata, mancata partecipazione alle iniziative sociali, dimostri completa mancanza di interesse alla propria permanenza in Cooperativa, disertando senza giustificato motivo espresso in forma scritta n. 2 assemblee consecutive;
m) abbia una condotta morale e civile tale da renderlo indegno di appartenere alla Cooperativa;
n) ponga in essere azioni od omissioni di tipo ostruzionistico od ostacolanti alla concreta attuazione del principio di collaborazione.
Contro la deliberazione di esclusione, il socio può proporre opposizione agli arbitri di cui all’art. 39 del presente Statuto, nel termine di 60 (sessanta) giorni dalla comunicazione.
L’esclusione del socio comporta, in ogni caso, la risoluzione del rapporto di lavoro e di tutti gli altri eventuali rapporti mutualistici pendenti.
Le deliberazioni assunte in materia di esclusione sono comunicate ai soci destinatari mediante raccomandata con ricevuta di ritorno.

 

Art. 15

(Morte)
In caso di morte del socio, gli eredi o legatari del socio defunto hanno diritto di ottenere il rimborso della quota effettivamente versata ed eventualmente rivalutata, nella misura e con le modalità di cui al successivo art. 16.
Gli eredi o legatari del socio deceduto dovranno presentare, unitamente alla richiesta di liquidazione del capitale di spettanza, atto notorio o altra idonea documentazione, dalla quale risultino gli aventi diritto.
Nell’ipotesi di più eredi o legatari essi, entro 6 (sei) mesi dalla data del decesso, dovranno indicare quello tra essi che li rappresenterà di fronte alla Cooperativa.
In difetto di tale designazione, si applicano i co. 2 e 3, art. 2347, Codice Civile.

Art. 16
(Liquidazione)
I soci receduti od esclusi, e gli eredi del socio defunto, hanno soltanto il diritto al rimborso del capitale da essi effettivamente versato (ed eventualmente rivalutato), la cui liquidazione - eventualmente ridotta in proporzione alle perdite di esercizio - avrà luogo sulla base del bilancio dell'esercizio nel quale si è verificato lo scioglimento del rapporto sociale, limitatamente al socio, comunque, in misura mai superiore all’importo effettivamente versato ed eventualmente rivalutato.
La liquidazione comprende anche il rimborso del sovrapprezzo, ove versato, qualora sussista nel patrimonio netto della Cooperativa e non sia stato destinato ad aumento gratuito del capitale sociale ai sensi del co. 3, art. 2545-quinquies, Codice Civile.
Il pagamento deve essere fatto entro 6 (sei) mesi dall'approvazione del bilancio di esercizio.

Art. 17
(Termini di decadenza e responsabilità dei soci cessati)
La Cooperativa non è tenuta al rimborso delle quote in favore dei soci receduti od esclusi o degli eredi del socio deceduto, ove questo non sia stato richiesto entro 5 (cinque) anni dalla data di approvazione del bilancio dell’esercizio nel quale lo scioglimento del rapporto sociale è divenuto operativo, fatti comunque salvi i diritti a favore degli eredi del socio defunto.
Il socio che cessa di far parte della Cooperativa risponde verso questa, per il pagamento dei conferimenti non versati, per un anno dal giorno in cui il recesso o l’esclusione hanno avuto effetto.
Nello stesso modo e per lo stesso termine sono responsabili gli eredi o legatari del socio defunto, a norma dell’art. 2536 del Codice Civile.


TITOLO IV - SOCI SOVVENTORI

 

Art. 18

(Soci sovventori)
Ferme restando le disposizioni di cui al Titolo III del presente Statuto, possono essere ammessi alla Cooperativa anche soci sovventori, di cui all'art. 4, L. 59/92.
 

Art. 19

(Conferimento e quote)
I conferimenti dei soci sovventori costituiscono il Fondo per il potenziamento aziendale previsto dall’art. 4 del presente Statuto e disciplinato in apposito regolamento.
I conferimenti possono avere ad oggetto denaro, beni in natura o crediti, e sono rappresentati da quote trasferibili del valore nominale di 150 (centocinquanta) Euro ciascuna. I soci sovventori devono acquisire un minimo di 2 quote.
A tutti i soci sovventori spettano da 1 a 5 voti, in relazione all’ammontare dei conferimenti, secondo criteri fissati dalla decisione dei soci al momento dell’emissione. I voti attribuiti ai soci sovventori non devono superare il terzo dei voti spettanti a tutti i soci.
Fatta salva l’eventuale attribuzione di privilegi patrimoniali, qualora si debba procedere alla riduzione del capitale sociale a fronte di perdite, queste ultime graveranno anche sul Fondo costituito mediante i conferimenti dei sovventori, in proporzione al rapporto tra questo ed il capitale conferito dai soci cooperatori.
 

Art. 20

(Recesso)
Oltre che nei casi previsti dall'art. 2437 del Codice Civile, ai soci sovventori il diritto di recesso spetta qualora sia decorso il termine minimo di durata del conferimento stabilito dalla decisione dei soci in sede di emissione delle quote.


TITOLO V: PATRIMONIO NETTO – RESPONSABILITA’ – BILANCIO - RISTORNI

Art. 21
(Elementi costitutivi del patrimonio netto)
Il patrimonio netto della Cooperativa è costituito:
a) dal capitale sociale, che è variabile (non determinato, cioè, in un ammontare prestabilito) ed è formato:
1) dai conferimenti effettuati dai soci cooperatori;
2) dai conferimenti effettuati dai soci sovventori confluenti nel Fondo per il potenziamento aziendale.
b) dalla riserva legale, formata con gli utili e con il valore delle quote eventualmente non rimborsate ai soci receduti o esclusi ed agli eredi di soci deceduti;
c) dall'eventuale sovrapprezzo delle quote, formato con le somme versate dai soci;
d) dalla riserva straordinaria;
e) da ogni altra riserva costituita dall’Assemblea e/o prevista dalla Legge.
Le riserve indivisibili non possono essere ripartite tra i soci né durante la vita della Cooperativa, né all'atto del suo scioglimento.
L’ammissione di nuovi soci non implica la modificazione dello Statuto.
La Cooperativa può anche deliberare aumenti di capitale sociale a pagamento nelle forme previste dagli articoli 2438 e seguenti del Codice Civile.
In questo caso, l’esclusione o la limitazione del diritto di opzione può essere autorizzata dall’Assemblea su proposta motivata dagli Amministratori.

Art. 22
(Responsabilità patrimoniale dei soci)
Per le obbligazioni sociali risponde soltanto la Cooperativa con il suo patrimonio e, conseguentemente, i soci nel limite delle quote sottoscritte.

 

Art. 23

(Bilancio di esercizio)
L'esercizio sociale va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno.
Alla fine di ogni esercizio sociale il Consiglio di Amministrazione provvede alla redazione:

del progetto di bilancio, secondo i criteri stabiliti dalla Legge;

della documentazione informativa ai sensi della normativa vigente;

della relazione sull’andamento della gestione sociale.

La relazione del Consiglio di Amministrazione, oltre a quanto previsto dalla Legge, deve illustrare l’andamento dell’attività della Cooperativa anche nei suoi risvolti sociali, con particolare riguardo ai benefici prodotti a vantaggio dei principali portatori di interesse (stakeholder):

persone a cui favore opera la Cooperativa;

soci;

comunità territoriale.

Il progetto di bilancio deve essere presentato alla decisione dei soci per l'approvazione entro 120 (centoventi) giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale, ovvero entro 180 (centottanta) giorni, qualora lo richiedano particolari esigenze relative alla struttura e/o all'oggetto della Cooperativa, segnalate dagli Amministratori nella relazione sulla gestione o, in assenza di questa, nella nota integrativa al bilancio.
La decisione dei soci che approva il bilancio, delibera sulla destinazione degli utili annuali destinandoli:
a) a riserva legale, nella misura non inferiore al 30%;
b) al Fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, di cui all'art. 11, L. 59/92, nella misura del 3% prevista dalla Legge medesima;
c) ad eventuale rivalutazione gratuita del capitale sociale, nei limiti ed alle condizioni previsti dall'art. 7, L. 59/92;
d) ad eventuali dividendi, nella misura non superiore al limite stabilito dal Codice Civile per le cooperative a mutualità prevalente.
La decisione dei soci può, in ogni caso, destinare gli utili, ferme restando le destinazioni obbligatorie per Legge, alla costituzione di riserve indivisibili, oppure a riserve divisibili tra i soci sovventori.
La Cooperativa può utilizzare le riserve divisibili per distribuire i dividendi ai soci sovventori nella misura massima prevista dalla Legge per le cooperative a mutualità prevalente.

 

Art. 24

(Ristorni)
Il Consiglio di Amministrazione che redige il progetto di bilancio di esercizio, può imputare al conto economico valori a titolo di ristorno a favore dei soli soci lavoratori, qualora lo consentano le risultanze dell'attività mutualistica.
I ristorni possono essere erogati, oltre che mediante erogazione diretta (integrazione delle retribuzioni dei soci lavoratori), anche sotto forma di aumento gratuito del valore delle quote detenute dai soci.
La Cooperativa, in sede di approvazione del bilancio di esercizio, su proposta del Consiglio di Amministrazione, potrà deliberare a favore dei soci lavoratori i trattamenti economici previsti dalla lett. b), co. 2, art. 3, L. 142/01, secondo le modalità ivi contemplate.
L’erogazione dei ristorni ai singoli soci, dovrà essere effettuata considerando la quantità e qualità degli scambi mutualistici intercorrenti fra la Cooperativa ed il socio stesso, secondo quanto previsto in apposito regolamento, sulla base dei seguenti criteri (da utilizzare singolarmente o combinati tra loro):

  • ore lavorate nell’anno;

  • ore retribuite nell’anno;

  • qualifica/professionalità del lavoratore;

  • tipologia del rapporto di lavoro;

  • compensi erogati;

  • tempo di permanenza nella Cooperativa;

  • produttività del lavoro.
     

 

TITOLO VI: DECISIONI DEI SOCI

Art. 25
(Decisioni dei soci e materie di competenza)
I soci decidono sulle materie riservate alla loro competenza:

dalla Legge;

dalle norme del presente Statuto;

dal Consiglio di Amministrazione o da tanti soci - che rappresentano almeno un terzo dei voti spettanti a tutti i soci - che sottopongono alla loro approvazione alcuni specifici argomenti.

In ogni caso, sono riservate alla competenza dei soci:
a) le modifiche del presente Statuto;
b) la decisione di compiere ciascun atto giuridico di importo superiore a 100.000 Euro;
c) la decisione di compiere operazioni, di qualsiasi tipo, che comportano una sostanziale modifica dell'oggetto sociale e/o dei diritti dei soci;
d) la ripartizione dei ristorni ai soci lavoratori, di cui all’art. 24 del presente Statuto;
e) l’approvazione di ogni regolamento;
f) l’approvazione del bilancio di esercizio e la distribuzione degli utili;
g) la nomina del Consiglio di Amministrazione;
h) la eventuale nomina, nei casi previsti dai co. 2 e 3, art. 2477, Codice Civile, del Collegio Sindacale.
Le decisioni dei soci, di cui alle lettere a), b), c), d), e), oppure quando lo richiedono uno o più Amministratori o un numero di soci che rappresentano almeno un terzo dei voti spettanti a tutti i soci, devono essere adottate mediante deliberazione assembleare, nelle forme di cui al successivo art. 28 e nel rispetto del metodo collegiale.
Le decisioni dei soci di cui alle lettere f), g), h), possono essere adottate mediante consultazione scritta o mediante consenso espresso per iscritto, nelle forme, rispettivamente, di cui all’art. 26 e 27 del presente Statuto.

 

Art. 26

(Consultazione scritta)
La consultazione scritta avviene su iniziativa del Consiglio di Amministrazione o di tanti soci che rappresentino almeno un terzo dei voti spettanti.
Essa consiste in una proposta di deliberazione che deve essere inviata a tutti i soci, con qualsiasi mezzo idoneo ad assicurare la prova dell'avvenuto ricevimento. Dalla proposta devono risultare con chiarezza l'argomento oggetto della consultazione e quanto necessario per assicurare un'adeguata informazione sugli argomenti da trattare, nonché l'esatto testo della decisione da adottare.
Ai soci è assegnato il termine dieci giorni per trasmettere la risposta, che deve essere scritta e sottoscritta in calce al documento ricevuto, salvo che la proposta indichi un diverso termine, purché non inferiore a 5 (cinque) giorni e non superiore a 30 (trenta) giorni.
La risposta deve contenere un'approvazione o un diniego.
La mancanza di risposta del socio entro il termine suddetto è considerata voto contrario.
Il Consiglio di Amministrazione deve raccogliere le consultazioni ricevute e comunicare il risultato a tutti i soci, a tutti gli Amministratori ed ai sindaci, se nominati, indicando:
- i soci favorevoli, contrari o astenuti, nonché i voti da ciascuno rappresentati;
- la data in cui si è formata la decisione, che coincide con la scadenza del termine fissato nella proposta;
- eventuali osservazioni o dichiarazioni relative all'argomento oggetto della consultazione, se richiesto dagli stessi soci.
Le decisioni dei soci, adottate ai sensi del presente articolo, devono essere trascritte senza indugio nel libro delle decisioni dei soci.
Il documento contenente la proposta di decisione, inviato a tutti i soci, ed i documenti pervenuti alla Cooperativa e recanti l'espressione della volontà dei soci, devono essere conservati dalla stessa Cooperativa. Tutti questi documenti possono anche essere redatti e spediti su supporto informatico, corredato di firma digitale.
Ogni socio ha diritto di partecipare alle decisioni di cui al presente articolo, se iscritto al libro soci da almeno 90 (novanta) giorni, e può esprimere un solo voto se socio cooperatore o i voti previsti dal precedente art. 19 se socio sovventore.
Le decisioni dei soci sono adottate con il voto favorevole della maggioranza dei voti attribuibili a tutti i soci.

 

Art. 27

(Consenso espresso per iscritto)
Il consenso espresso per iscritto indica qualsiasi ipotesi di decisione adottata al di fuori dell'adunanza assembleare e non manifestata in seguito ad una previa consultazione dei soci, in adesione ad una predefinita proposta di decisione ai sensi del precedente art. 26. Esso consiste in una dichiarazione resa da ciascun socio con esplicito e chiaro riferimento all'argomento oggetto della proposta di decisione, del quale il socio consenziente dichiari di essere sufficientemente informato. I consensi possono essere trasmessi con qualsiasi mezzo idoneo ad assicurare la prova dell'avvenuto ricevimento.
La decisione dei soci si intende formata soltanto qualora pervengano alla Cooperativa, nelle forme sopraindicate ed entro 10 (dieci) giorni dal ricevimento della prima comunicazione, i consensi di tanti soci che raggiungano il quorum deliberativo previsto al successivo art. 28. 
Il Consiglio di Amministrazione deve raccogliere i consensi scritti ricevuti e comunicarne il risultato a tutti i soci, a tutti gli Amministratori, ai sindaci, se nominati, indicando:
- i soci favorevoli, contrari o astenuti nonché i voti da ciascuno rappresentati;
- la data in cui si è formata la decisione, che coincide con la scadenza del termine fissato nella proposta;
- eventuali osservazioni o dichiarazioni relative all'argomento oggetto della consultazione, se richiesto dagli stessi soci.
Le decisioni dei soci adottate ai sensi del presente articolo devono essere trascritte senza indugio nel libro delle decisioni dei soci.
I documenti pervenuti alla Cooperativa e recanti l'espressione della volontà dei soci devono essere conservati dalla Cooperativa. Tutti questi documenti possono anche essere redatti e spediti su supporto informatico, corredato di firma digitale.
Ogni socio ha diritto di partecipare alle decisioni di cui al presente articolo, se iscritto al libro soci da almeno 90 (novanta) giorni, e può esprimere un solo voto se socio cooperatore o i voti previsti dall'art. 19 se socio sovventore.
Le decisioni dei soci sono adottate con il voto favorevole della maggioranza dei voti attribuibili a tutti i soci.

 

Art. 28

(Deliberazione assembleare)
L'Assemblea deve essere convocata dal Consiglio di Amministrazione presso la sede sociale, ovvero in altro luogo, purché nell'ambito del territorio regionale.
L'Assemblea è convocata con avviso trasmesso con lettera raccomandata, ovvero con qualsiasi altro mezzo idoneo a fornire la prova dell'avvenuto ricevimento almeno 8 (otto) giorni prima di quello fissato per l'Assemblea, fatto pervenire ai soci al domicilio risultante dal libro dei soci. In caso di convocazione a mezzo telefax, posta elettronica o altri mezzi similari, l'avviso deve essere spedito al numero di telefax, all'indirizzo di posta elettronica o allo specifico recapito che siano stati espressamente comunicati dal socio e che risultino dal libro dei soci.
Nell'avviso di convocazione devono essere indicati il giorno, l'ora ed il luogo dell'adunanza, nonché l'elenco delle materie da trattare. Nell'avviso di convocazione potrà essere prevista una data ulteriore di seconda convocazione per il caso in cui nella adunanza prevista in prima convocazione l'assemblea non risultasse legalmente costituita; nell'avviso potranno essere previste ulteriori convocazioni successive alla seconda, sempre per il caso in cui nelle precedenti convocazioni non si raggiungesse il quorum costitutivo necessario.
In mancanza dell'adempimento delle suddette formalità, l'Assemblea si reputa validamente costituita quando siano presenti o rappresentati tutti i soci con diritto di voto e la maggioranza degli Amministratori e dei sindaci effettivi, se nominati.
Tuttavia, ciascuno degli intervenuti può opporsi alla discussione degli argomenti sui quali non si ritenga sufficientemente informato.
In prima convocazione, l'Assemblea è regolarmente costituita quando siano presenti o rappresentati la metà più uno dei voti dei soci aventi diritto al voto.
In seconda convocazione, l'Assemblea è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei soci intervenuti o rappresentati aventi diritto al voto.
L'Assemblea delibera a maggioranza assoluta dei voti. Quando si tratta di deliberare sullo scioglimento anticipato, sul cambiamento dell'oggetto sociale, sulla trasformazione del tipo e sulla fusione della società oppure sul trasferimento della sede sociale anche in altre località del territorio comunale, tanto in prima quanto in seconda convocazione, le deliberazioni devono essere prese col voto favorevole del 51% dei soci con diritto di voto.
Per le votazioni, si procederà normalmente col sistema della alzata di mano, salvo diversa deliberazione dell'Assemblea.
L'Assemblea può svolgersi anche con gli intervenuti dislocati in più luoghi, contigui o distanti, audio o video collegati, a condizione che siano rispettati il metodo collegiale e i principi di buona fede e di parità di trattamento dei soci. In tal caso, è necessario che:
- sia consentito al Presidente dell'Assemblea, anche a mezzo del proprio ufficio di presidenza, di accertare inequivocabilmente l'identità e la legittimazione degli intervenuti, regolare lo svolgimento dell'adunanza, constatare e proclamare i risultati della votazione;
- sia consentito al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi assembleari oggetto di verbalizzazione;
- sia consentito agli intervenuti di partecipare in tempo reale alla discussione e alla votazione simultanea sugli argomenti all'ordine del giorno;
- vengano indicati nell'avviso di comunicazione, qualora ve ne siano, i luoghi audio o video collegati a cura della società, nei quali gli intervenuti potranno affluire.
La riunione si considererà svolta nel luogo ove saranno presenti il Presidente e il Segretario.
I soci che, per qualsiasi motivo, non possono intervenire personalmente all'Assemblea, hanno la facoltà di farsi rappresentare, mediante delega scritta, soltanto da un altro socio avente diritto al voto, appartenente alla medesima categoria di socio cooperatore o sovventore, e che non sia amministratore o dipendente come disposto nell'art. 2372 del Codice Civile. Ciascun socio non può rappresentare più di un socio. La delega non può essere rilasciata con il nome del rappresentante in bianco.
L'Assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione ed, in sua assenza, dal Vice Presidente. In assenza anche di questi, dalla persona designata dall'Assemblea stessa, col voto della maggioranza dei presenti.
Il Presidente verifica la regolarità della costituzione dell’Assemblea, accerta l’identità e la legittimazione dei presenti, regola lo svolgimento ed accerta i risultati delle votazioni.
Egli provvede – quando il verbale non è redatto da un notaio - alla nomina di un Segretario, anche non socio.
 


TITOLO VII: CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Art. 29
(Composizione e durata)
La Cooperativa è amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da 3 (tre) a 5 (cinque) componenti che agiscono congiuntamente e il cui numero sarà determinato di volta in volta prima della loro nomina.
La maggioranza dei componenti il Consiglio di Amministrazione, è scelta tra i soci cooperatori della Cooperativa oppure tra le persone indicate dai soci cooperatori persone giuridiche.
I componenti del Consiglio di Amministrazione durano in carica per 3 (tre) anni e sono rieleggibili. Se, per qualsiasi causa, viene meno la maggioranza dei consiglieri, decade l’intero Consiglio di Amministrazione. Gli Amministratori rimasti in carica dovranno provvedere con urgenza alla convocazione dell’Assemblea per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione.
Il Consiglio di Amministrazione elegge nel suo seno il Presidente ed il Vice Presidente.
 

Art. 30

(Compiti)
Il Consiglio di Amministrazione è investito dei più ampi poteri per la gestione della Cooperativa, esclusi solo quelli riservati alla decisione dei soci dalla Legge e dall’art. 25 del presente Statuto.
Il Consiglio di Amministrazione, qualora lo ritenga opportuno per migliorare la qualità e l'efficacia dei servizi forniti dalla Cooperativa, potrà istituire appositi Comitati determinandone, con apposita delibera, l'ordinamento e le relative mansioni.

Art. 31
(Metodo decisionale collegiale)
Con riferimento alle materie indicate dal co. 5, art. 2475 e dal co. 1, art. 2544, Codice Civile, ovvero, quando lo richieda la maggioranza degli Amministratori in carica, ovvero in tutti gli altri casi previsti dalla Legge o dal presente Statuto, le decisioni del Consiglio di Amministrazione devono essere adottate mediante deliberazione collegiale.
A tal fine, il Consiglio di Amministrazione viene convocato e quindi chiamato a formare le proprie deliberazioni dal Presidente con lettera raccomandata, ovvero, con qualsiasi altro mezzo idoneo allo scopo (per esempio fax, posta elettronica), almeno 5 (cinque) giorni prima dell'adunanza.
In caso di urgenza, la convocazione avviene con telegramma, da spedirsi almeno un giorno prima della riunione.
Le adunanze del Consiglio di Amministrazione sono valide quando vi intervenga la maggioranza degli Amministratori in carica. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei voti. In caso di parità di voti, prevale il voto del Presidente. Il voto non può essere dato per rappresentanza.

Art. 32
(Metodi decisionali semplificati)
In tutti gli altri casi, al di fuori di quelli previsti nel precedente art. 31, le decisioni del Consiglio di Amministrazione, possono essere adottate mediante consultazione scritta ovvero sulla base del consenso espresso per iscritto, secondo quanto verrà deciso dallo stesso Consiglio di Amministrazione.
La consultazione scritta avviene su iniziativa del Presidente ovvero di uno o più Amministratori e consiste in una proposta di deliberazione che deve essere inviata a tutti i consiglieri e ai sindaci, se nominati, con qualsiasi mezzo idoneo ad assicurare la prova dell'avvenuto ricevimento.
Dalla proposta devono risultare con chiarezza l'argomento oggetto della consultazione e quanto necessario per assicurare un'adeguata informazione sugli argomenti da trattare, nonché l'esatto testo della decisione da adottare.
Il consenso espresso per iscritto indica qualsiasi ipotesi di decisione adottata al di fuori dell'adunanza collegiale e non manifestata in seguito ad una previa consultazione dei consiglieri, in adesione ad una predefinita proposta di decisione. Esso consiste in una dichiarazione resa da ciascun consigliere con esplicito e chiaro riferimento all'argomento oggetto della decisione, del quale il consigliere consenziente dichiari di essere sufficientemente informato. I consensi possono essere trasmessi con qualsiasi mezzo idoneo ad assicurare la prova dell'avvenuto consenso.
La consultazione ovvero la richiesta del consenso può essere effettuata con ogni sistema di comunicazione, ivi compresi il telefax e la posta elettronica.
Le decisioni di cui al presente articolo sono prese con il voto favorevole della maggioranza degli Amministratori in carica.


Art. 33
(Integrazione)
In caso di mancanza sopravvenuta di uno o più Amministratori, gli altri provvedono a sostituirli nei modi previsti dall'art. 2386 del Codice Civile.
Se viene meno la maggioranza degli Amministratori, quelli rimasti in carica devono ricorrere alla decisione dei soci per la sostituzione dei mancanti.
In caso di mancanza sopravvenuta di tutti gli Amministratori, il ricorso alla decisione dei soci deve essere fatto d'urgenza dal Collegio sindacale, se nominato, il quale può compiere nel frattempo gli atti di ordinaria amministrazione. In caso di mancanza del Collegio sindacale, il Consiglio di Amministrazione è tenuto a fare ricorso alla decisione dei soci e rimane in carica fino alla sua sostituzione.

Art. 34
(Presidente e Vice Presidente)
Il Presidente ha la rappresentanza della Cooperativa di fronte ai terzi e in giudizio.
A mero titolo esemplificativo, il Presidente ha il compito di:

riscuotere, da qualsiasi ente pubblico o privato, pagamenti di ogni natura ed a qualsiasi titolo, rilasciandone liberatorie quietanze;

aprire ed utilizzare conti correnti bancari;

richiedere ed utilizzare affidamenti bancari e/o presso istituti finanziari;

nominare avvocati e procuratori nelle liti attive e passive riguardanti la Cooperativa, davanti a qualsiasi autorità giudiziaria e amministrativa, ed in qualunque grado di giurisdizione.

Il Presidente, previa apposita delibera del Consiglio di Amministrazione, potrà conferire speciali procure, per singoli atti o categorie di atti, ad altri Amministratori oppure ad estranei, con l'osservanza delle norme legislative vigenti al riguardo.
In caso di assenza o di impedimento del Presidente, tutti i poteri a lui attribuiti spettano al Vice Presidente.


TITOLO VIII: COLLEGIO SINDACALE

Art. 35
(Composizione e durata)
Il Collegio Sindacale, nominato se scelto dai soci o se obbligatorio ai sensi dei co. 2 e 3, art. 2477, Codice Civile, si compone di 3 (tre) membri effettivi e 2 (due) supplenti nominati dai soci.
Il Collegio Sindacale, che esercita anche il controllo contabile, è integralmente costituito da revisori contabili iscritti nel registro istituito presso il Ministero della Giustizia.
I sindaci restano in carica per 3 (tre) esercizi e scadono alla data della decisione dei soci che approva il bilancio relativo al terzo esercizio della carica; essi sono rieleggibili.

Art. 36
(Compiti)
Il Collegio Sindacale, oltre ad esercitare le funzioni di controllo contabile previste dall’art. 2409 – ter del Codice Civile, vigila sull’osservanza della Legge e dello Statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ed, in particolare, sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile della Cooperativa e sul suo concreto funzionamento.

TITOLO IX - CONTROVERSIE

Art. 37
(Clausola conciliativa)
Le parti convengono che tutte le controversie eventualmente insorgenti in riferimento al presente Statuto, purché relative a diritti disponibili, dovranno essere oggetto di un tentativo di composizione tramite Conciliazione, in base alla procedura di conciliazione della Camera di Commercio di Lucca, in vigore alla data in cui la controversia è deferita alla conciliazione, oppure, in base alla procedura di altro organismo di conciliazione iscritto nell’apposito Registro tenuto presso il Ministero della Giustizia, scelto su espressa e concorde richiesta delle parti. Ogni controversia non risolta tramite conciliazione, entro 60 giorni dall’inizio di questa procedura o nel diverso periodo che le parti concordino per iscritto, sarà devoluta alla cognizione di arbitri, di cui al successivo art. 38.
 


Art. 38
(Clausola arbitrale)
Sono obbligatoriamente devolute alla cognizione di arbitri rituali, secondo le disposizioni di cui al D.Lgs. 5/03, nominati con le modalità di cui al successivo art. 39, salvo che non sia previsto l’intervento obbligatorio del Pubblico Ministero:

1. tutte le controversie insorgenti tra soci o tra soci e Cooperativa, che abbiano ad oggetto diritti disponibili, anche quando sia oggetto di controversia la qualità di socio;

2. le controversie relative alla validità delle deliberazioni assembleari;

3. le controversie da Amministratori, liquidatori o sindaci (se nominati), o nei loro confronti.

La clausola arbitrale è estesa a tutte le categorie di soci, anche non cooperatori. La sua accettazione espressa è condizione di proponibilità della domanda di adesione alla Cooperativa da parte dei nuovi soci.
L’accettazione della nomina alla carica di amministratore, liquidatore o sindaco (se nominato), è accompagnata dalla espressa adesione alla detta clausola.

Art. 39
(Arbitri e procedimento)
Gli arbitri sono in numero di:

  • 1 (uno), per controversie di valore inferiore ad € 5.000,00. Ai fini della determinazione del valore della controversia, si tiene conto della domanda di arbitrato, osservati i criteri di cui agli artt. 10 e seguenti del codice di procedura civile;

  • 3 (tre), per le altre controversie, comprese quelle di valore indeterminabile.

Gli arbitri sono scelti tra gli esperti di diritto e di settore e sono nominati dalla Camera arbitrale promossa dalle associazioni di categoria.
In difetto di designazione, sono nominati dal Presidente del Tribunale nella cui circoscrizione ricade la sede.
La domanda di arbitrato, anche quando concerne i rapporti tra soci, è notificata alla Cooperativa, fermo restando quanto disposto dal co.1, art. 35, D.Lgs. 5/03.
Gli arbitri decidono secondo diritto.
Il lodo non è impugnabile, ad eccezione di quanto previsto dall’art. 36, D.Lgs. 5/2003.
Gli arbitri decidono nel termine di tre mesi dalla costituzione dell’organo arbitrale, salvo che essi proroghino detto termine per non più di una sola volta nel caso di cui al co. 2, art. 35,  D.Lgs. 5/03, nel caso in cui sia necessario disporre una C.T.U. o in ogni altro caso in cui la scadenza del termine possa nuocere alla completezza dell’accertamento o al rispetto del principio del contraddittorio.
Nello svolgimento della procedura è omessa ogni formalità non necessaria al rispetto del contraddittorio. Gli arbitri fissano, al momento della costituzione, le regole procedurali cui si atterranno e le comunicano alle parti. Essi, in ogni caso, devono fissare un’apposita udienza di trattazione.
Le spese di funzionamento dell’organo arbitrale sono anticipate dalla parte che promuove l’attivazione della procedura.

Art. 40
(Esecuzione della decisione)
Fuori dai casi in cui non integri di per sé una causa di esclusione, la mancata esecuzione della decisione definitiva della controversia deferita agli arbitri, è valutata quale causa di esclusione del socio, quando incida sull’osservanza dei suoi obblighi nei confronti della Cooperativa o quando lasci presumere il venir meno della sua leale collaborazione all’attività sociale.

 

TITOLO X: SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE

 

Art. 41

(Liquidatori)
L'Assemblea che dichiara lo scioglimento della Cooperativa nominerà uno o più liquidatori stabilendone i poteri.
 

Art. 42

(Devoluzione del patrimonio sociale)
In caso di scioglimento della Cooperativa, l'intero patrimonio sociale netto risultante dal bilancio di liquidazione, dedotto il rimborso del capitale sociale effettivamente versato dai soci,  deve essere destinato al Fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, di cui all’art. 11, L. 59/92.


TITOLO XI: DISPOSIZIONI GENERALI E FINALI

 

Art. 43

(Regolamenti)
Per meglio disciplinare il funzionamento interno e, soprattutto, per disciplinare i rapporti tra la Cooperativa ed i soci determinando criteri e regole inerenti lo svolgimento dell'attività mutualistica, il Consiglio di Amministrazione potrà elaborare appositi regolamenti sottoponendoli successivamente all'approvazione dell'Assemblea con le maggioranze previste per le modifiche statutarie.

Art. 44
(Requisiti per la mutualità prevalente)
In ragione della qualità di cooperativa a mutualità prevalente, che la Cooperativa intende assumere e mantenere, la stessa, in conformità alle disposizioni inderogabili di cui all’art. 2514 del Codice Civile:

  1. non potrà distribuire dividendi in misura superiore all'interesse massimo dei buoni postali fruttiferi, aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato;

  2. non potrà remunerare gli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori in misura superiore ai due punti superiori rispetto al limite massimo previsto per i dividendi;

  3. non potrà distribuire riserve tra i soci cooperatori;

  4. dovrà devolvere, in caso di scioglimento della società, l'intero patrimonio sociale dedotto soltanto il capitale sociale e i dividendi eventualmente maturati, ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.
     

Art. 45

(Rinvio)
Per quanto non previsto dal presente Statuto, valgono le vigenti norme del Codice Civile e delle leggi speciali sulle società cooperative a mutualità prevalente.
 


DISCIPLINARE

DONNE E LAVORO COOPERATIVA SOCIALE ONLUS


In applicazione di quanto disposto dall’art. 7, comma 1, della Legge 20 maggio 1970, n. 300, si portano a conoscenza dei lavoratori le seguenti norme disciplinari relative sia alla procedura di contestazione delle infrazioni disciplinari sia alle sanzioni applicabili per ciascuna di esse.
Il presente Codice Disciplinare, il cui testo è approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 29/08/2015, viene consegnato personalmente a ciascun lavoratore subordinato e  pubblicato sul sito web della cooperativa: www.coopdonnelavoro.it Inoltre il Codice Disciplinare resta permanentemente affisso presso la sede legale della Cooperativa.

Normativa di riferimento

Lo Statuto dei Lavoratori (L 300/70);
il Codice Civile (Art. 2104 “Diligenza del prestatore di lavoro”, Art. 2105 “Obblighi di fedeltà”, Art. 2106 “Sanzioni disciplinari”);
il D. Lgs. 81/2008 (Art. 20: Obblighi dei lavoratori);
il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro delle Cooperative Sociali.

Obblighi e divieti del prestatore di lavoro
Il lavoratore deve tenere all’interno dell’azienda e sul posto di lavoro un atteggiamento consono e responsabile, usando la diligenza richiesta dalla natura della prestazione dovuta e dall’interesse della suddetta impresa, osservando scrupolosamente le disposizioni per l’esecuzione e per la disciplina del lavoro impartite dal personale incaricato a tale scopo (responsabile o coordinatore).
Il lavoratore ha l'obbligo di osservare nel modo più scrupoloso i doveri connessi con l’esecuzione della propria prestazione e il segreto d’ufficio, di usare modi cortesi col pubblico e di tenere una condotta conforme ai civici doveri. Il lavoratore ha l'obbligo di conservare diligentemente i materiali, e di utilizzare i dati a sua disposizione nel rispetto della normativa a tutela della privacy – D.Lgs. n. 196/2003 - cooperando al buon andamento dell'impresa.
Il lavoratore non deve svolgere attività concorrenziali con la Cooperativa, né divulgare a qualsiasi soggetto esterno - inclusi eventuali committenti - ogni notizia attinente all’organizzazione ed alla logistica dell’attività dell’impresa.
Con l’inizio dell’orario di lavoro ogni lavoratore deve già trovarsi presso il proprio posto di lavoro. Il rispetto dell’orario di lavoro è obbligatorio. Il posto di lavoro può essere abbandonato solo al termine dell’orario di lavoro. L’abbandono temporaneo o preventivo è consentito solo previa espressa autorizzazione del responsabile e/o coordinatore. In tal caso è facoltà della Cooperativa richiedere il recupero delle ore di assenza con altrettante ore di lavoro normale nella misura massima di 1 ora al giorno, senza diritto ad alcuna maggiorazione.
Il lavoratore che intende fruire di ferie, permessi o riposi non retribuiti deve preventivamente richiederli al proprio responsabile altrimenti verranno considerati come assenze ingiustificate dal lavoro. I permessi o riposi non retribuiti, a domanda, possono essere concessi dalla Cooperativa per particolari esigenze personali per una durata non superiore alla metà dell'orario giornaliero, per un massimo di 38 ore nel corso dell'anno e comunque dopo aver utilizzato i permessi retribuiti, pari a 4 giorni lavorativi. Le assenze devono essere giustificate per iscritto, con comunicazione da far pervenire alla Cooperativa entro 48 ore, salvo i casi di legittimo impedimento - di cui peraltro sempre incombe al lavoratore l'onere della prova - e fermo restando l'obbligo di dare immediata notizia dell'assenza al responsabile e/o coordinatore, per gli eventuali accertamenti.
Le modalità di fruizione delle ferie sono stabilite dal responsabile e/o coordinatore, tenuto conto delle esigenze dell'azienda e degli interessi del lavoratore. Il responsabile e/o coordinatore, in rappresentanza della Cooperativa, ha la facoltà unilaterale di determinare la collocazione temporale del periodo feriale che sarà comunicata preventivamente al lavoratore all’inizio dell’anno solare. La richiesta di ferie deve pervenire al responsabile e/o coordinatore entro il 30 Aprile e comunque non oltre 60 gg prima del periodo feriale.
In caso di malattia il lavoratore è obbligato a darne comunicazione, se possibile, entro la prima ora prevista per l’inizio del lavoro. La Cooperativa non ritiene idonea alcuna certificazione o attestazione di malattia e/o terapia non rilasciata da un medico del Servizio Sanitario Nazionale ed operante come medico curante del lavoratore.
E’ severamente vietato fumare in ogni sede di lavoro nonché il consumo di bevande alcoliche. I lavoratori, oltre a tenere pulito il loro posto di lavoro, devono curare l’attrezzatura dell’azienda, ovvero l’attrezzatura che hanno in uso, come fosse di proprietà privata del lavoratore.
Il prestatore di lavoro ha l’obbligo di dare immediata comunicazione di ogni infortunio subìto, anche di lieve entità, al proprio responsabile e/o coordinatore.

Disciplina del lavoro e misure disciplinari
L’inosservanza dei doveri da parte del lavoratore in relazione alla gravità della mancanza determina l’applicazione dei seguenti provvedimenti:

  1. rimprovero verbalmente per le mancanze tollerabili quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo: momentanea assenza dal servizio o sospensione dello stesso non autorizzata (es.: ritarda l’inizio o anticipa la fine, si intrattiene nei corridoi, ecc.); presenza non giustificata nei locali aziendali al di fuori del proprio orario di lavoro; presenza non giustificata in servizio (es.: mancata osservanza delle pause previste, effettuazione di straordinario non autorizzato, ecc.); mancata comunicazione tempestiva ai superiori di eventuali anomalie riscontrate nel processo lavorativo e che possano comportare lieve pregiudizio per l’impresa; trascuratezza nella conservazione e nell’uso del vestiario in dotazione e/o degli strumenti da lavoro forniti dall’azienda; lieve inosservanza delle disposizioni del CCNL e dei regolamenti aziendali; mancata osservanza del divieto di fumare.

  2. rimprovero per iscritto nei casi di recidiva delle infrazioni di cui al precedente punto;

  3. multa in misura non eccedente le 4 ore della normale retribuzione applicata nei confronti del lavoratore che: non osserva l'orario di lavoro; fa assenza non giustificata non superiore a 1 giorno (per tale caso la multa sarà pari al 5% della paga globale corrispondente alle ore non lavorate); non osserva le misure di prevenzione degli infortuni e le disposizioni a tale scopo emanate dall'azienda, quando non ricorrano casi previsti per i provvedimenti di sospensione o licenziamento; compie irregolarità di servizio, abusi, disattenzioni, negligenza nei propri compiti, quando non abbiano arrecato danno; non effettua comunicazione della variazione di domicilio elo di residenza e relativo recapito telefonico, nei casi in cui vi sia tale obbligo.

  4. sospensione dalla retribuzione e dal servizio per un massimo di 4 giorni si applica nei confronti del lavoratore che: non osserva per oltre 3 volte l'orario di lavoro; fa assenza arbitraria di durata superiore a 1 giorno e non superiore a 3; non osserva le misure di prevenzione degli infortuni e le relative disposizioni emanate dall'azienda, quando la mancanza possa cagionare danni lievi alle cose e nessun danno alle persone; si presenta al lavoro e presta servizio in stato di ubriachezza o di alterazione derivante dall'uso di sostanze stupefacenti; abbandona il posto di lavoro senza giustificato motivo, salvo quanto previsto dal punto 1) del provvedimento di licenziamento; fa insubordinazione verso i superiori; compie irregolarità volontaria nelle formalità per il controllo delle presenze quando non costituisca recidiva; ha un contegno scorretto e offensivo verso gli utenti, i soggetti esterni, i colleghi, fa atti o molestie anche di carattere sessuale che siano lesivi della dignità della persona; rifiuta di eseguire incarichi affidati elo mansioni impartite.

  5. licenziamento disciplinare senza preavviso si applica nei seguenti casi: assenze ingiustificate e prolungate oltre i 3 giorni consecutivi; assenze ingiustificate, ripetute 3 volte in 1 anno, nel giorno precedente o seguente i festivi o le ferie; abbandono del proprio posto di lavoro o grave negligenza nell'esecuzione dei lavori o di ordini che implichino pregiudizio all'incolumità delle persone o alla sicurezza degli ambienti affidati; inosservanza delle norme mediche per malattia; grave insubordinazione verso i superiori, minacce o vie di fatto; danneggiamento volontario all'eventuale attrezzatura affidata; litigi di particolare gravità, ingiurie, risse sul luogo di lavoro; furto nell'azienda di beni a chiunque appartenenti; esecuzione di attività per proprio conto o di terzi effettuati durante l’orario di lavoro.

Il mancato rispetto del presente regolamento interno, della dovuta diligenza generale, nonché degli obblighi contenuti nello Statuto dei lavoratori (L. 300/70) comporterà l’applicazione delle sopra elencate misure disciplinari da parte della direzione aziendale.

Procedimento disciplinare
L’applicazione da parte del datore di lavoro dei suindicati provvedimenti è regolamentata dall’art. 7
del c.d. Statuto dei Lavoratori, L. 300/1970, che prevede il seguente procedimento:

  1. il datore di lavoro non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del prestatore di lavoro senza avergli preventivamente contestato l’addebito ed averlo sentito a sua difesa;

  2. il lavoratore in tale sede potrà farsi assistere da un rappresentante dell’associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato;

  3. i provvedimenti disciplinari più gravi del rimprovero verbale non possono essere applicati prima che siano trascorsi cinque giorni dalla contestazione per iscritto del fatto che vi ha dato causa;

  4. il lavoratore colpito da provvedimento disciplinare, il quale intenda impugnare la legittimità del provvedimento stesso – ferma restando la facoltà di adire l’autorità giudiziaria - può avvalersi delle procedure di conciliazione previste dall'art. 7, legge 20.5.70 n. 300 o di quelle previste dal CCNL Cooperative Sociali;

  5. il datore di lavoro non può tener conto ad alcun effetto delle sanzioni disciplinari decorsi due anni dalla loro applicazione.

     

Premesso quanto sopra, l'eventuale adozione del provvedimento disciplinare, a seguito delle mancate o ritenute non sufficienti giustificazioni da parte del lavoratore, dovrà essere comunicata al lavoratore con lettera raccomandata entro 15 giorni dalla scadenza del termine assegnato al lavoratore stesso per presentare le sue controdeduzioni.
Per esigenze dovute a difficoltà nella fase di valutazione delle controdeduzioni e di decisione nel merito, il termine di cui sopra può essere prorogato di 30 giorni, purché l'azienda ne dia preventiva comunicazione scritta al lavoratore interessato.